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creato da alessandra lenzi ultima modifica 13/11/2007 16:37

GLI ITINERARI TURISTICI

  1. DAL PASSO DEL VIVIONE AL PASSO DI BELVISO

  2. PASSO DI BELVISO PER LA VALLE DEL GLENO

  3. RIFUGIO TAGLIAFERRI AL VENANO PER LA VALLE DEL VO'

  4. PASSO VENEROCOLO PER LA VALLE DEL VENEROCOLINO

  5. PASSO DELLA MANINA E MONTE SASNA m 2229

  6. LAGHI DELLE VALLI E MONTE GAFFIONE m. 2035

  7. PASSO DEI CAMPELLI E MONTE CAMPIONE

  8. CIMON DELLA BAGOZA m. 2409

  9. PASSO E CIMA EZENDOLA m. 2174

  10. PASSO DI CORNA BUSA E PIZZO CAMINO m. 2491

  11. GIOVETTO DI PALINE

  12. RIFUGIO ALBANI E MONTE FERRANTE m. 2427

  13. PASSO DI FONTANAMORA E MONTE VIGNA VAGA m. 2332


1) DAL PASSO DEL VIVIONE AL PASSO DI BELVISO
Dal Rifugio Albergo al Passo del Vivione m. 1828 si prende l'ampia mulattiera segnata con il N. 416 (tracciata nella Guerra 15/18 come secondo fronte) che scavalca un dosso erboso e ricchissimo di rododendri in direzione Ovest per mettersi poi nel solco della Valbona ed attraversarne il torrente.Si rimonta la riva opposta in diagonale sinistra sopra la Malga Gaffione, poi si piega a destra a superare una scarpata rocciosa per guadagnare la conca dove si trova il bellissimo e malinconico lago di Valbona m. 2054.La mulattiera compie un ampio giro attorno al lago da sinistra a destra per poi guadagnare quota con alcuni tornanti sino a raggiungere faticosamente l'ardito intaglio sulla cresta Sud del Sellerino conosciuto come Passo del Gatto m. 2416 (attenzione ad inizio stagione al persistere di neve dura). Da qui il sentiero in leggera discesa aggira la valletta che si origina al Sellerino, supera una breve dorsale e giunge ai bordi di due laghetti noti come laghi di S. Carlo.Dai laghi la mulattiera prosegue quasi in piano ad aggirare l'ampio acrocoro e raggiungere il Passo del Venerocolo m. 2314 sotto cui sta il maggiore ed il più bello dei quattro laghi omonimi.La mulattiera, divenuta sentiero, prosegue sempre con direzione Ovest e con alcune giravolte giunge al Passo Demignone m. 2485 sulla cresta Sud Est della cima omonima. Da qui in un ambiente a volte addirittura dantesco, con l'aiuto di qualche corda fissa e molta attenzione si attraversa in leggera discesa la zona conosciuta come "Rinu" sino al Passo del Vo m. 2368.Dal passo del Vo in breve al Passo di Venano m. 2328 nei pressi del quale si trova il Rif. Tagliaferri del C.A.I.  
Per raggiungere il Passo di Belviso m. 2518 si prosegue sempre ad Ovest col sentiero n. 416 che nell'ultimo tratto si sposta sul versante valtellinese del bacino di Belviso con bellissimo panorama sul lago omonimo. Ore 5,30. Al Passo di Belviso giunge anche il sentiero N. 322 che proviene direttamente dal Rif. Curò attraverso la Val Cerviera.

2) PASSO DI BELVISO PER LA VALLE DEL GLENO
I ruderi della Diga del Gleno sono raggiungibili da due percorsi indipendenti. Il più comodo parte da Pianezza m. 1265 frazione di Vilminore.Dalla bella piazzetta si prende subito a destra per un vicoletto il sentiero N. 411 (oppure la bella mulattiera che esce dal paese a Nord-Ovest) e si raggiunge in breve un ampia dorsale su cui stanno tre Il sentiero prosegue diritto con direzione Nord in notevole salita e tenendo come riferimento una condotta forzata che corre sulla sinistra.Al termine della condotta il sentiero prosegue assolutamente piano, scavato spesso nella roccia a picco sulla valle e porta direttamente alla diga m. 1550 1 ora.Il secondo parte dal ponte di Bueggio m. 1018 segnato con il N. 410 e segue la sponda sinistra (destra idrografica) del Torrente Povo e con qualche faticoso tornante giunge poco sopra i ruderi della Diga. Dalla Diga i 2 sentieri si unificano a costeggiare sulla sinistra la conca occupata un tempo dal vasto bacino artificiale e ancor oggi, da un bel laghetto. Passa sopra la Baita bassa di Gleno, s' inoltra nella valle omonima, supera la baita di mezzo a m. 1818 per raggiungere la testata della valle nei pressi dei ruderi del vecchio Rif. Bissolati. Attraverso una strettoia, prima raggiunge la Baita alta di Gleno poi si innesta nel sentiero N. 322 che proviene dal Rif. Curò poco sotto il Passo di Belviso m. 2518. Ore 4,30.

3) RIFUGIO TAGLIAFERRI AL VENANO PER LA VALLE DEL VO'
Il Rifugio Tagliaferri è raggiungibile dal fondo valle partendo dalla frazione Ronco di Schilpario m 1075.Dal parcheggio al termine dell'abitato si prende sinistra il sentiero N. 413 che s'inoltra nell'abetaia passa tra belle radure di fianco all' "altare druidico" e poi si infila nella valle del Vo con bella vista sulle cascate. Raggiunge con tornanti le baite di Venano di mezzo e di sopra, compie un ampio giro a sinistra e guadagna faticosamente quota sui cosiddetti "Solega" sino a raggiungere circa quota 2300 per poi tornare verso destra al Passo di Venano m. 2328 nei cui pressi si trova il Rifugio Tagliaferri. Ore 4,00.

4) PASSO VENEROCOLO PER LA VALLE DEL VENEROCOLINO
Poco oltre l'abitato di Ronco m. 1075, superato il ponte sul Vo', si prende a sinistra la comoda carrareccia che porta al Ristorante "Cascate del Vo" posto proprio dove la Valle si biforca.Si piega poi decisamente a destra per la Valle del Venerocolino prima con comoda salita, poi per tornanti faticosi fino a raggiungere l'acrocoro dove si trovano i laghi del Venerocolo m. 2182. Prima si raggiungono i due laghi bassi poi, con alcuni tornanti a sinistra, il lago basso Ovest ed in breve quello principale posto proprio sotto il Passo del Venerocolo m. 2314. Ore 4. Chi volesse pno raggiungere dal Passo la vetta del Monte Venerocolo m. 2590 per roccette lungo la facile cresta Ovest in meno di un'ora.

5) PASSO DELLA MANINA E MONTE SASNA m. 2229
Da Nona m. 1341 si esce dal paese con direzione Ovest a prendere il sentiero N. 408, che in realtà è una bella mulattiera.Si tagliano in comoda diagonale le pendici meridionali del Monte Sansa e si giunge in breve ai ruderi delle baracche delle vecchie Miniere in una delle quali e ricavato il Rifugio del Gruppo Alpinistico della Celadina. Da qui direttamente alla sovrastante cappelletta eretta sul Passo della Manina m. 1799 in occasione del transito della Madonna Pellegrina nel 1948. Ore 1,30. Dal Passo si può raggiungere la cima del Monte Sasna m. 2229 per la comoda dorsale erbosa volta a Sud Ovest in poco più di un' ora.

6) LAGHI DELLE VALLI E MONTE GAFFIONE m. 2035
Dal passo del Vivione m. 1828 si prende ad Ovest la mulattiera N. 416 che attraversa la Valbona. Appena iniziata la salita in diagonale sinistra si stacca, sempre a sinistra, il sentiero N. 415 che, prima in leggera discesa, poi in piano, porta a passare davanti alla Malga Gaffione.Oltrepassata la Malga si raggiunge e si supera in breve la Val Asinina che scende da destra. Il sentiero comincia a inerpicarsi tra stupendi prati fioriti, roccette ed enormi cespugli di rododendri (E' consigliabile effettuare la gita ai primi di luglio per godere dell'eccezionale fioritura).Si prosegue sino a raggiungere un ampio valico erboso e privo di vegetazione, ma ricco in compenso di genziane, a m. 1990 ca. A questo punto si pub traversare con ampia e comoda diagonale a destra per raggiunger la testata della Val Asinina dove occhieggia il bellissimo laghetto omonimo oppure degradare a sud del valico per vedere i laghi della Valli che si trovano subito sotto in numero che varia da tre a cinque a seconda delle annate piu o meno ricche di neve ed acqua. 45 minuti dal Passo del Vivione. Dal piu basso, che e anche il piu grande, in 15 minuti si ragginnge la vetta del Monte Gaffione m. 2035, vero terrazzo da cui si gode un immenso panorama su tutta la Valle ed i monti che la circondano.

7) PASSO DEI CAMPELLI E MONTECAMPIONE m. 2174
Dal Ristorante di Cimalbosco m. 1580 si prende ad Est la carrareccia per la Maga Campelli di sotto m. 1640, si prosegue per il caratteristico pianoro dove si trova su di un masso la "Madonnina" dei Campelli (opera dello Scultore locale Tomaso Pizio).Si prosegue sempre per carrereccia per la Malga dei Campelli alta m. 1815 ed in breva al Passo omonimo a m. 1892. Ore 1,30. Appena superato il Passo si lascia la carrareccia che scende in Valcamonica a Pescarzo e si prende il sentiero che sale a sinistra verso il Passo d'Erbigno. Alla prima Malga che s'incontra piegare ancora decisamente a sinistra e prima per un valloncello ricchissimo di rododendri poi per una facile dorsale si raggiunge in 45 minuti la vetta del Monte Campione m. 2174. Il ritorno si può effettuare più direttamente verso sud alla Malga Campelli alta.

8) CIMON DELLA BAGOZZA m. 2409
Dal ristorante di Cimalbosco per l'itinerario precedente si raggiunge il pianoro della Madonnina dei Campelli e si piega bruscamente a destra a costeggiare il lago dei Campelli m. 1680. Da qui si punta decisamente verso il Cimone salendo faticosamente il ghiaione di sinistra che porta al Passo delle Ortiche m. 2290 posto tra Bagozza e Cima del Mengol. Dal passo prima per il crestone erboso settentrionale e poi per le roccette finali della cresta si giunge in vetta in circa 30 minuti. Totale tempo di salita: 3 ore dal Ristorante di Cimalbosco. Volendo si può anche percorrere in alternativa oppure in discesa il canale di destra che porta al Passo della Bagozza m. 2280 incontrando difficoltà pressochè analoghe, anche se su terreno molto instabile.

9) PASSO E CIMA EZENDOLA m. 2174
Da Schilpario m. 1125 ci si porta alla frazione Grumello dove inizia con direzione Est il sentiero N. 421 che per il "Ruvione" porta faticosamente, in un bellissimo bosco di Abeti, alla baita di Ezendola m. 1600. Dalla baita il sentiero prosegue ora con direzione Sud e con alcuni ripidi tornanti guadagna direttamente il Passo di Ezendola m. 1974. Ore 3.Dal Passo si raggiunge la vetta a quota 2174 per la cresta Sud-Ovest, erbosa mista a facili roccette in meno di un'ora.

10) PASSO DI CORNA BUSA E PIZZOCAMINO m. 2491
Da Schilpario m. 1125 nella zona della seggiovia si prende il sentiero N. 423 per la Valle di Voia.Superata la Malga bassa omonima a m. 1559 si raggiunge, in una bella abetaia, quella alta a m. 1777. A questo punto si puo arrivare anche piu facilmente seguendo da Schilpario il percorso per Malga Epolo. Da questa col sentiero N. 424 alla Malga alta di Voia in 45 minuti.Una ripida salita nel bosco porta direttamente al Passo di Cornabusa m. 1940 (che prende il nome dalltoriginalissimo roccione forato che si trova nei pressi) Totale della salita ore 2.Dal Passo per sentiero in leggera discesa si procede verso Sud a costeggiare la pietraia della conca del Negrino ed a superare il costolone roccioso che scende direttamente dal Pizzo Camino, sino ad incontrare un ripidissimo ghiaione. Lo si supera faticosamente tenendosi contro le rocce di sinistra sino all'apice per infilare verso destra un canalino (spesso ancora innevato ad inizio stagione) che sale direttamente all'intaglio tra cime di Varicla a destra e le ultime roccette di sinistra che portano alla vetta a m. 2491. Ore 1,30 dal Passo di Cornabusa. Lo stesso Passo di Cornabusa è raggiungibile con percorso piu lungo ma in ambiente panoramico molto remunerativo da Azzone di Scalve m. 975 per il fienile le Some e le Baite dirute del Negrino m. 1781 lungo il sentiero N. 425 in circa 3 Ore. EDDal Passo di Cornabusa e anche vivamente consigliabile percorrere in pochi minuti la dorsale erbosa che corre verso Ovest e termina quota 2001 sopra il Piano dei Ballerini. E' un vero e proprio balcone panoramico, oltretutto ricchissimo di flora, dal quale si puo ammirare non solo tutto il massiccio del Pizzo Camino, ma anche tutto il Settore Occidentale della Valle dalla Presolana alla Valle del Vò.

11) GIOVETTO DI PALINE
Da Azzone m. 975 si raggiunge con carrareccia piana la località Segheria (Rasega) ai piedi della cosiddetta "Paghera" una delle piu belle Abetaie della Valle. Oggi e riserva naturale "Boschi del Giovetto" istituita con L.R. il 30/11/83 come Biotopo finalizzato alla salvaguardia della "formica rufa". Anche nei tempi andati fu oggetto di particolari attenzioni tanto da essere oggetto di tenzoni che portarono a secolari e sanguinosi scontri tra Scalvini da una parte ed abitanti di Borno dall'altra.Una mulattiera parte dalla "Segheria" a circa 1000 m., supera il ponte sul torrente Giogna e raggiunge il valico del Giovetto di Paline m. 1275 attraversando in diagonale tutta l'abetaia. Il valico e posto proprio sotto la famosa Corna Mozza oggetto anch'essa di annose dispute nei tempi passati e che e ben visibile dal Giogo della Presolana, in quanto posta proprio di fronte per chi inizia la ripida discesa al Dezzo. Passeggiata di circa 1 ora.

12) RIFUGIO ALBANI E MONTE FERRANTE m. 2427
Da Colere a piedi o in seggiovia alla Malga Polzone m. 1571.Poi per il sentiero N. 403 in direzione Sud, prima in diagonale sinistra nel bosco, poi in ripida salita su ghiaione in ambiente ricco di rododendri si raggiungono le vecchie baracche delle miniere e, con breve deviazione a destra, direttamente il nuovo Rifugio Albani del C.A.I. posto a m. 1939. Ore 2,30.Proseguendo con direzione Ovest si raggiunge il Passo dello Scagnello m. 2080 che mette in comunicazione la Val di Scalve con la Valzurio, e piegando destra si percorre a ritroso l'ultimo tratto del'Sentiero delle Orobie" sin sotto la cuspide terminale del monte Ferrante. Abbandonando il sentiero piegando leggermente a sinistra si raggiunge la vetta a m. 2427 con un erto tracciato che supera la cresta Sud Est. Ore 1,30 dal Rifugio. Il Passo dello Scagnello è facilmente ragginngibile in pochi minuti anche dal Rif. Cime Bianche all'arrivo della seggiovia, piegando a sinistra in direzione dello stupendo spigolo Nord-Ovest della Presolana Occidentale.

13) PASSO DI FONTANAMORA E MONTE VIGNA VAGA m. 2332
Sempre dalla Malga Polzone m. 1571 (vedi itinerario precedente) si segue il sentiero N. 404 con direzione Ovest e si attraversa tutto il versante settentrionale del monte Ferrante in un ambiente quasi irreale che per la sua particolare configurazione e noto col toponimo di "mare in burrasca". Si raggiunge senza particolari fatiche prima la Malga poi la Valle Conchetta ed infine il Passo di Fontanamora m. 2253 in ore 2. In meno di mezz'ora per le roccette della cresta Sud si raggiunge la vetta del monte Vigna Vaga m. 2332.



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