itinerari
GLI ITINERARI TURISTICI
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DAL PASSO DEL VIVIONE AL PASSO DI BELVISO
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PASSO DI BELVISO PER LA VALLE DEL GLENO
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RIFUGIO TAGLIAFERRI AL VENANO PER LA VALLE DEL VO'
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PASSO VENEROCOLO PER LA VALLE DEL VENEROCOLINO
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PASSO DELLA MANINA E MONTE SASNA m 2229
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LAGHI DELLE VALLI E MONTE GAFFIONE m. 2035
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PASSO DEI CAMPELLI E MONTE CAMPIONE
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CIMON DELLA BAGOZA m. 2409
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PASSO E CIMA EZENDOLA m. 2174
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PASSO DI CORNA BUSA E PIZZO CAMINO m. 2491
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GIOVETTO DI PALINE
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RIFUGIO ALBANI E MONTE FERRANTE m. 2427
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PASSO DI FONTANAMORA E MONTE VIGNA VAGA m. 2332
1) DAL PASSO DEL VIVIONE AL
PASSO DI BELVISO
Dal Rifugio Albergo al Passo del Vivione m. 1828 si prende
l'ampia mulattiera segnata con il N. 416 (tracciata nella Guerra 15/18
come secondo fronte) che scavalca un dosso erboso e ricchissimo di
rododendri in direzione Ovest per mettersi poi nel solco della Valbona
ed attraversarne il torrente.Si rimonta la riva opposta in diagonale
sinistra sopra la Malga Gaffione, poi si piega a destra a superare una
scarpata rocciosa per guadagnare la conca dove si trova il bellissimo e
malinconico lago di Valbona m. 2054.La mulattiera compie un ampio giro
attorno al lago da sinistra a destra per poi guadagnare quota con
alcuni tornanti sino a raggiungere faticosamente l'ardito intaglio
sulla cresta Sud del Sellerino conosciuto come Passo del Gatto m. 2416
(attenzione ad inizio stagione al persistere di neve dura). Da qui il
sentiero in leggera discesa aggira la valletta che si origina al
Sellerino, supera una breve dorsale e giunge ai bordi di due laghetti
noti come laghi di S. Carlo.Dai laghi la mulattiera prosegue quasi in
piano ad aggirare l'ampio acrocoro e raggiungere il Passo del
Venerocolo m. 2314 sotto cui sta il maggiore ed il più bello dei
quattro laghi omonimi.La mulattiera, divenuta sentiero, prosegue sempre
con direzione Ovest e con alcune giravolte giunge al Passo Demignone m.
2485 sulla cresta Sud Est della cima omonima. Da qui in un ambiente a
volte addirittura dantesco, con l'aiuto di qualche corda fissa e molta
attenzione si attraversa in leggera discesa la zona conosciuta come
"Rinu" sino al Passo del Vo m. 2368.Dal passo del Vo in breve al Passo
di Venano m. 2328 nei pressi del quale si trova il Rif. Tagliaferri del
C.A.I.
Per raggiungere il Passo di Belviso m. 2518 si prosegue sempre ad Ovest
col sentiero n. 416 che nell'ultimo tratto si sposta sul versante
valtellinese del bacino di Belviso con bellissimo panorama sul lago
omonimo. Ore 5,30. Al Passo di Belviso giunge anche il sentiero N. 322
che proviene direttamente dal Rif. Curò attraverso la Val
Cerviera.
2) PASSO DI BELVISO PER LA VALLE
DEL GLENO
I ruderi della Diga del Gleno sono raggiungibili da due percorsi
indipendenti. Il più comodo parte da Pianezza m. 1265 frazione di
Vilminore.Dalla bella piazzetta si prende subito a destra per un
vicoletto il sentiero N. 411 (oppure la bella mulattiera che esce dal
paese a Nord-Ovest) e si raggiunge in breve un ampia dorsale su cui
stanno tre Il sentiero prosegue diritto con direzione Nord in notevole
salita e tenendo come riferimento una condotta forzata che corre sulla
sinistra.Al termine della condotta il sentiero prosegue assolutamente
piano, scavato spesso nella roccia a picco sulla valle e porta
direttamente alla diga m. 1550 1 ora.Il secondo parte dal ponte di
Bueggio m. 1018 segnato con il N. 410 e segue la sponda sinistra
(destra idrografica) del Torrente Povo e con qualche faticoso tornante
giunge poco sopra i ruderi della Diga. Dalla Diga i 2 sentieri si
unificano a costeggiare sulla sinistra la conca occupata un tempo dal
vasto bacino artificiale e ancor oggi, da un bel laghetto. Passa sopra
la Baita bassa di Gleno, s' inoltra nella valle omonima, supera la
baita di mezzo a m. 1818 per raggiungere la testata della valle nei
pressi dei ruderi del vecchio Rif. Bissolati. Attraverso una strettoia,
prima raggiunge la Baita alta di Gleno poi si innesta nel sentiero N.
322 che proviene dal Rif. Curò poco sotto il Passo di Belviso m. 2518.
Ore 4,30.
3) RIFUGIO TAGLIAFERRI AL VENANO
PER LA VALLE DEL VO'
Il Rifugio Tagliaferri è raggiungibile dal fondo valle partendo dalla
frazione Ronco di Schilpario m 1075.Dal parcheggio al termine
dell'abitato si prende sinistra il sentiero N. 413 che s'inoltra
nell'abetaia passa tra belle radure di fianco all' "altare druidico" e
poi si infila nella valle del Vo con bella vista sulle cascate.
Raggiunge con tornanti le baite di Venano di mezzo e di sopra, compie
un ampio giro a sinistra e guadagna faticosamente quota sui cosiddetti
"Solega" sino a raggiungere circa quota 2300 per poi tornare verso
destra al Passo di Venano m. 2328 nei cui pressi si trova il Rifugio
Tagliaferri. Ore 4,00.
4) PASSO VENEROCOLO PER LA VALLE
DEL VENEROCOLINO
Poco oltre l'abitato di Ronco m. 1075, superato il ponte sul Vo', si
prende a sinistra la comoda carrareccia che porta al Ristorante
"Cascate del Vo" posto proprio dove la Valle si biforca.Si piega poi
decisamente a destra per la Valle del Venerocolino prima con comoda
salita, poi per tornanti faticosi fino a raggiungere l'acrocoro dove si
trovano i laghi del Venerocolo m. 2182. Prima si raggiungono i due
laghi bassi poi, con alcuni tornanti a sinistra, il lago basso Ovest ed
in breve quello principale posto proprio sotto il Passo del Venerocolo
m. 2314. Ore 4. Chi volesse pno raggiungere dal Passo la vetta del
Monte Venerocolo m. 2590 per roccette lungo la facile cresta Ovest in
meno di un'ora.
5) PASSO DELLA MANINA E MONTE
SASNA m. 2229
Da Nona m. 1341 si esce dal paese con direzione Ovest a prendere il
sentiero N. 408, che in realtà è una bella mulattiera.Si tagliano in
comoda diagonale le pendici meridionali del Monte Sansa e si giunge in
breve ai ruderi delle baracche delle vecchie Miniere in una delle quali
e ricavato il Rifugio del Gruppo Alpinistico della Celadina. Da qui
direttamente alla sovrastante cappelletta eretta sul Passo della Manina
m. 1799 in occasione del transito della Madonna Pellegrina nel 1948.
Ore 1,30. Dal Passo si può raggiungere la cima del Monte Sasna m. 2229
per la comoda dorsale erbosa volta a Sud Ovest in poco più di un'
ora.
6) LAGHI DELLE VALLI E MONTE
GAFFIONE m. 2035
Dal passo del Vivione m. 1828 si prende ad Ovest la mulattiera N. 416
che attraversa la Valbona. Appena iniziata la salita in diagonale
sinistra si stacca, sempre a sinistra, il sentiero N. 415 che, prima in
leggera discesa, poi in piano, porta a passare davanti alla Malga
Gaffione.Oltrepassata la Malga si raggiunge e si supera in breve la Val
Asinina che scende da destra. Il sentiero comincia a inerpicarsi tra
stupendi prati fioriti, roccette ed enormi cespugli di rododendri (E'
consigliabile effettuare la gita ai primi di luglio per godere
dell'eccezionale fioritura).Si prosegue sino a raggiungere un ampio
valico erboso e privo di vegetazione, ma ricco in compenso di genziane,
a m. 1990 ca. A questo punto si pub traversare con ampia e comoda
diagonale a destra per raggiunger la testata della Val Asinina dove
occhieggia il bellissimo laghetto omonimo oppure degradare a sud del
valico per vedere i laghi della Valli che si trovano subito sotto in
numero che varia da tre a cinque a seconda delle annate piu o meno
ricche di neve ed acqua. 45 minuti dal Passo del Vivione. Dal piu
basso, che e anche il piu grande, in 15 minuti si ragginnge la vetta
del Monte Gaffione m. 2035, vero terrazzo da cui si gode un immenso
panorama su tutta la Valle ed i monti che la circondano.
7) PASSO DEI CAMPELLI E
MONTECAMPIONE m. 2174
Dal Ristorante di Cimalbosco m. 1580 si prende ad Est la carrareccia
per la Maga Campelli di sotto m. 1640, si prosegue per il
caratteristico pianoro dove si trova su di un masso la "Madonnina" dei
Campelli (opera dello Scultore locale Tomaso Pizio).Si prosegue sempre
per carrereccia per la Malga dei Campelli alta m. 1815 ed in breva al
Passo omonimo a m. 1892. Ore 1,30. Appena superato il Passo si lascia
la carrareccia che scende in Valcamonica a Pescarzo e si prende il
sentiero che sale a sinistra verso il Passo d'Erbigno. Alla prima Malga
che s'incontra piegare ancora decisamente a sinistra e prima per un
valloncello ricchissimo di rododendri poi per una facile dorsale si
raggiunge in 45 minuti la vetta del Monte Campione m. 2174. Il ritorno
si può effettuare più direttamente verso sud alla Malga Campelli
alta.
8) CIMON DELLA BAGOZZA m.
2409
Dal ristorante di Cimalbosco per l'itinerario precedente si raggiunge
il pianoro della Madonnina dei Campelli e si piega bruscamente a destra
a costeggiare il lago dei Campelli m. 1680. Da qui si punta decisamente
verso il Cimone salendo faticosamente il ghiaione di sinistra che porta
al Passo delle Ortiche m. 2290 posto tra Bagozza e Cima del Mengol. Dal
passo prima per il crestone erboso settentrionale e poi per le roccette
finali della cresta si giunge in vetta in circa 30 minuti. Totale tempo
di salita: 3 ore dal Ristorante di Cimalbosco. Volendo si può anche
percorrere in alternativa oppure in discesa il canale di destra che
porta al Passo della Bagozza m. 2280 incontrando difficoltà pressochè
analoghe, anche se su terreno molto instabile.
9) PASSO E CIMA EZENDOLA m.
2174
Da Schilpario m. 1125 ci si porta alla frazione Grumello dove inizia
con direzione Est il sentiero N. 421 che per il "Ruvione" porta
faticosamente, in un bellissimo bosco di Abeti, alla baita di Ezendola
m. 1600. Dalla baita il sentiero prosegue ora con direzione Sud e con
alcuni ripidi tornanti guadagna direttamente il Passo di Ezendola m.
1974. Ore 3.Dal Passo si raggiunge la vetta a quota 2174 per la cresta
Sud-Ovest, erbosa mista a facili roccette in meno di un'ora.
10) PASSO DI CORNA BUSA E
PIZZOCAMINO m. 2491
Da Schilpario m. 1125 nella zona della seggiovia si prende il sentiero
N. 423 per la Valle di Voia.Superata la Malga bassa omonima a m. 1559
si raggiunge, in una bella abetaia, quella alta a m. 1777. A questo
punto si puo arrivare anche piu facilmente seguendo da Schilpario il
percorso per Malga Epolo. Da questa col sentiero N. 424 alla Malga alta
di Voia in 45 minuti.Una ripida salita nel bosco porta direttamente al
Passo di Cornabusa m. 1940 (che prende il nome dalltoriginalissimo
roccione forato che si trova nei pressi) Totale della salita ore 2.Dal
Passo per sentiero in leggera discesa si procede verso Sud a
costeggiare la pietraia della conca del Negrino ed a superare il
costolone roccioso che scende direttamente dal Pizzo Camino, sino ad
incontrare un ripidissimo ghiaione. Lo si supera faticosamente
tenendosi contro le rocce di sinistra sino all'apice per infilare verso
destra un canalino (spesso ancora innevato ad inizio stagione) che sale
direttamente all'intaglio tra cime di Varicla a destra e le ultime
roccette di sinistra che portano alla vetta a m. 2491. Ore 1,30 dal
Passo di Cornabusa. Lo stesso Passo di Cornabusa è raggiungibile con
percorso piu lungo ma in ambiente panoramico molto remunerativo da
Azzone di Scalve m. 975 per il fienile le Some e le Baite dirute del
Negrino m. 1781 lungo il sentiero N. 425 in circa 3 Ore. EDDal Passo di
Cornabusa e anche vivamente consigliabile percorrere in pochi minuti la
dorsale erbosa che corre verso Ovest e termina quota 2001 sopra il
Piano dei Ballerini. E' un vero e proprio balcone panoramico,
oltretutto ricchissimo di flora, dal quale si puo ammirare non solo
tutto il massiccio del Pizzo Camino, ma anche tutto il Settore
Occidentale della Valle dalla Presolana alla Valle del Vò.
11) GIOVETTO DI
PALINE
Da Azzone m. 975 si raggiunge con carrareccia piana la località
Segheria (Rasega) ai piedi della cosiddetta "Paghera" una delle piu
belle Abetaie della Valle. Oggi e riserva naturale "Boschi del
Giovetto" istituita con L.R. il 30/11/83 come Biotopo finalizzato alla
salvaguardia della "formica rufa". Anche nei tempi andati fu oggetto di
particolari attenzioni tanto da essere oggetto di tenzoni che portarono
a secolari e sanguinosi scontri tra Scalvini da una parte ed abitanti
di Borno dall'altra.Una mulattiera parte dalla "Segheria" a circa 1000
m., supera il ponte sul torrente Giogna e raggiunge il valico del
Giovetto di Paline m. 1275 attraversando in diagonale tutta l'abetaia.
Il valico e posto proprio sotto la famosa Corna Mozza oggetto anch'essa
di annose dispute nei tempi passati e che e ben visibile dal Giogo
della Presolana, in quanto posta proprio di fronte per chi inizia la
ripida discesa al Dezzo. Passeggiata di circa 1 ora.
12) RIFUGIO ALBANI E MONTE
FERRANTE m. 2427
Da Colere a piedi o in seggiovia alla Malga Polzone m. 1571.Poi per il
sentiero N. 403 in direzione Sud, prima in diagonale sinistra nel
bosco, poi in ripida salita su ghiaione in ambiente ricco di rododendri
si raggiungono le vecchie baracche delle miniere e, con breve
deviazione a destra, direttamente il nuovo Rifugio Albani del C.A.I.
posto a m. 1939. Ore 2,30.Proseguendo con direzione Ovest si raggiunge
il Passo dello Scagnello m. 2080 che mette in comunicazione la Val di
Scalve con la Valzurio, e piegando destra si percorre a ritroso
l'ultimo tratto del'Sentiero delle Orobie" sin sotto la cuspide
terminale del monte Ferrante. Abbandonando il sentiero piegando
leggermente a sinistra si raggiunge la vetta a m. 2427 con un erto
tracciato che supera la cresta Sud Est. Ore 1,30 dal Rifugio. Il Passo
dello Scagnello è facilmente ragginngibile in pochi minuti anche dal
Rif. Cime Bianche all'arrivo della seggiovia, piegando a sinistra in
direzione dello stupendo spigolo Nord-Ovest della Presolana
Occidentale.
13) PASSO DI FONTANAMORA E MONTE
VIGNA VAGA m. 2332
Sempre dalla Malga Polzone m. 1571 (vedi itinerario precedente) si
segue il sentiero N. 404 con direzione Ovest e si attraversa tutto il
versante settentrionale del monte Ferrante in un ambiente quasi irreale
che per la sua particolare configurazione e noto col toponimo di "mare
in burrasca". Si raggiunge senza particolari fatiche prima la Malga poi
la Valle Conchetta ed infine il Passo di Fontanamora m. 2253 in ore 2.
In meno di mezz'ora per le roccette della cresta Sud si raggiunge la
vetta del monte Vigna Vaga m. 2332.